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Teatro Goldoni

Passeggiando nel cuore storico della città, tra palazzi ottocenteschi e profili moderni, si fa largo la piazza Goldoni: poco più di uno slargo dove si impone la bellissima facciata in stile neoclassico del Teatro Goldoni. Nel XIX secolo, in piena epoca lorenese, la città è ormai un centro affermato come luogo di villeggiatura estiva e tra i principali porti del Mediterraneo. La crescita della borghesia mercantile rende necessaria lo sviluppo di una nuova edilizia civile, ville e palazzi e edifici pubblici per lo svago e il divertimento, adeguati al nuovo status sociale.

Nasce l’idea di creare un teatro imponente “un nuovo e straordinario Teatro” tanto da superare gli altri già esistenti in città, e di diventare “la terza città italiana che acquisterà il pregio di sì importante Edifizio”. La realizzazione dell’edificio, situato lungo la strada detta la via vecchia di Montenero, tra la nuova chiesa di S. Maria del Soccorso e l’Ospedale Israelitico, fu affidata al giovane architetto Giuseppe Cappellini che nel giro di quattro anni (dal 1843 al 1847) completa l’opera. Diversi furono i nomi dati al Teatro: Imperiale e Regio Teatro Leopoldo, Teatro Caporali, e nel 1860, Regio Teatro Goldoni a sottolineare il legame forte della città con Carlo Goldoni che ambientò proprio a Livorno la trilogia de “Le smanie per la villeggiatura”. Non dimentichiamo inoltre che nel 1921 il Teatro ospitò il Congresso del Partito Socialista dal quale nacque il Partito Comunista Italiano.